ORFANOTROFIO SAN MARTIN

L’Orfanotrofio è situato nel centro di KITWE ed è gestito da Suore Battistine (nello specifico Sister Regina) e il nostro impegno consiste nel sostentamento di circa 30 bambini Orfani e nella gestione dei sostegni a distanza.
 

SAN JOSEPH

La missione situata in piena foresta, a circa 40 min di macchina da KITWE, contornata da numerevoli villaggi, è la nostra base di appoggio per tutti i nostri viaggi e casa della nostra Sister Carmela.
In questa missione contribuiamo al mantenimento e all'istruzione di circa 150 bambini sordi.

Orfanotrofio St Martin (Kitwe)

Orfanotrofio St Martin (Kitwe)

Sosteniamo l'orfanotrofio S. Martin, nel centro di Kitwe, con un aiuto economico da circa 8 anni.
All interno della struttura ci sono 24 bambini dai 3 mesi ai 14 anni.


L’orfanotrofio di St Martin a Kittwe ospita ad oggi 24 bambini che le diverse vicissitudini hanno portato in questo luogo… Alcuni di loro sono stati trovati dalle suore o portati alle suore da persone che hanno trovato i bimbi soli per strada, altri sono figli di genitori psicolabili, malati o deceduti, altri non vengono riconosciuti e l’orfanotrofio è l’unico posto in cui possono trovare accoglienza. I bimbi vengono accuditi a St Martin fino a quando non iniziano ad andare alle scuole elementari, o comunque fino a che non trovano una sistemazione adeguata. Alcuni di loro però, più o meno cresciuti, continuano a gravitare intorno a St Martin in cerca di aiuto, di cibo e quant’altro se in difficoltà. Due o tre ragazze cresciute nella struttura però hanno deciso di rimanere in orfanotrofio anche dopo l’età scolastica ed attualmente aiutano le suore nella gestione dei più piccoli. Se verranno trovati dei finanziamenti, queste ragazze potranno continuare i loro studi ed avere accesso all’ università.

Orfanotrofio St Martin (Kitwe)
Orfanotrofio St Martin (Kitwe)Ogni anno i volontari de “Gli Occhi della Speranza” inviano e portano fisicamente a St Martin gli aiuti finanziari e materiali per il regolare svolgimento delle attività della missione. Con il denaro raccolto e consegnato alle suore, queste provvedono all’acquisto dei beni di prima necessità per i bimbi, quali cibo, biancheria, medicinali. Riusciamo fortunatamente a far giungere molti giocattoli e vestiti tramite un container che viene inviato un paio di volte l’anno, così da non mettere le suore nelle condizioni di spendere denaro in oggetti che spesso nelle nostre case sono in esubero.

Nelle due o tre visite l'anno che i nostri volontari effettuano sul posto, vengono verificate le effettive condizioni di salute e di pulizia dell'ambiente in cui i bimbi vivono, gli avanzamenti dei lavori di ampliamento e ammodernamento dei locali e l'organizzazione generale che vige nella missione. Ad oggi possiamo ritenerci estremamente soddisfatti di come vanno le cose a St Martin: i bimbi sono ben nutriti, puliti ed hanno spazio per giocare all'aperto.

Nel corso del 2010 abbiamo costruito una nuova aula all'interno del suddetto orfanotrofio e nel 2013 ne è stata inaugurata un'altra, in cui i bimbi possono disegnare e fare altre attività manuali. Sister Petronella, la nuova responsabile della missione, si è dimostrata molto disponibile a darci informazioni sui bambini anche più volte l’anno, per quanto questo risulti complicato in assenza di collegamento Internet dentro la struttura.

Orfanotrofio St Martin (Kitwe)Al ritorno dai viaggi dei volontari ed, in generale, ad ogni possibile contatto con la missione St Martin, alle persone che contribuiscono attivamente al sostegno a distanza dei bambini vengono inviati gli aggiornamenti sul loro stato di salute e le foto scattate durante i viaggi.

Aggiornamento 2015

La struttura denominata St. Martin a Kitwe è stata abbandonata e i bambini sono stati distribuiti in altre strutture della zona. La suddivisione è avvenuta in base al criterio dell’età. Il progetto futuro è la costruzione di un impianto molto più grande nella zona di Kalulushi, in grado di ospitare i bambini dai primi giorni di vita fino all’età del “college”. In questa struttura i bambini potranno dormire, mangiare, fare attività didattiche e di ricreazione, e saranno costantemente seguiti dalle suore battistine.

Arriviamo in Zambia ed ad accoglierci all’Aeroporto di Ndola ci sono le Sisters che ci accompagnano a Saint Joseph da Sister Carmela.
Sister Carmela è sempre attivissima nella sua vocazione, pronta, acuta e sempre molto presente in tutte le situazioni, sta bene nonostante il suo incidente e prosegue meravigliosamente nella sua missione.
Ogni volta è una nuova volta, nuove emozioni e comunque sempre una bella, buona e gratificante esperienza!

Vi racconto in breve come proseguono i nostri progetti.

Sordi a S. Jospeh:

prosegue il nostro aiuto nei confronti di Sister Carmela che con la scuola segue circa 150 ragazzi sordi.
In agosto non ci sono i ragazzi sordi, ma la struttura è ben mantenuta e Sister Carmela conferma la necessità del nostro aiuto anche relativamente al container che viene spedito regolarmente ogni anno.

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Ex Orfanotrofio di Saint Martin:

La Missione di Saint Joseph attualmente ospita i bambini da 1 a 6 anni dell’ex Orfanotrofio di Sain Martin.
Ci sono 14 bambini per vari motivi orfani di padre e/o madre che le Suore seguono con amore e passione. Il nostro aiuto conferma che i bambini sono accuditi, stanno bene e vivono una vita tranquilla e serena.
Ci sono: Emanuel, Steven, Death, Given, Patricia, Prudence, Rebecca, Josephine, Lidia, Grace, Meaia, Oripa Brenda e Gifty.
Abbiamo trascorso con loro del tempo e sinceramente non ce ne saremmo mai andati!!
I bambini maschi più grandicelli dell’ex Orfanotrofio Saint Martin sono attualmente ospitati nella Missione di Kalulushi.
Ci sono sette bambini: John, Joseph, Davis, Cornelius, Condon, Benjamj e Joseph.
Infine le bambine femmine più grandicelle dell’ex Orfanotrofio Saint Martin sono attualmente ospitate nella Missione di Chingola.
Ci sono otto bambine: Miria, Silvia, Livia, Nancy, Morine, Alina, Agnese, Cochena.
Abbiamo visitato entrambe le strutture.  I bambini stanno bene!! 

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L’azienda agricola “Farm” di Chingola:

Purtroppo la Farm di Chingola non va bene.
Il fiume che procurava acqua per lo sviluppo della farm è in secca e il pozzo che insiste all’interno della farm aveva la pompa rotta.
Abbiamo sostituito la pompa, ma ciò non porterà ad un grande miglioramento.
C’è un allevamento di circa 180 maiali, qualche pecora, polli e colture varie.
La vasta area potrebbe essere sviluppata, ma la mancanza di acqua impedisce lo sviluppo dell’attività e la coltivazione delle varie colture.
Di per sé sarebbe una bella realtà, ma c’è tanto da lavorare e sviluppare.

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School Cachema Musuma:

Con Sister Alice abbiamo visitato la Scuola di Cachema Musuma, ovvero la scuola collegata alla Farm di Chingola.
Non vi erano ragazzi per via delle vacanze, ma abbiamo incontrato Menda Menda, la signora responsabile della scuola.
Ci riferisce: la scuola è una “Primary School” cioè bambini da 1 a 6 anni, 8 classi, 6 maestri stipendiati e 4 volontari.
Le Sisters con la collaborazione dei genitori dei bambini hanno sviluppato il progetto “P.T.A. – Parents, Teachers Associations” ovvero un’associazione tra i genitori e gli insegnanti per il mantenimento degli alunni. I genitori forniscono pomodori e verdure per il mantenimento dei ragazzi.
Il problema rimane per i più o meno cento ragazzi che sono orfani di padre e/o madre e che quindi rimangono fuori dal progetto P.T.A.
Sister Alice infatti conferma la necessità di aiuti per questa realtà.

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Lebbrosario a Solwesj:

Missione guidata dalla vulcanica Sister Lucy: donna piena di idee, molto attiva ed inventiva.
Queste grandi qualità hanno fatto sì che il Lebbrosario di Solwesj abbia visto un grande sviluppo e miglioramento.
Infatti l’impianto idrico ripristinato l’anno scorso funziona correttamente, arriva acqua dalla diga, ci sono allevamenti di maiali, galline, polli, quaglie e di conseguenza uova, colture varie e produzione di circa 130 quintali di granoturco.
E’ stata riaperta la scuola materna.
I lebbrosi attualmente in vita sono circa sette, non ci sono bambini tra i lebbrosi, i più anziani stanno male e alcuni sono morti di malaria.
Sister Lucy comunque ci conferma la necessità di continuare con il progetto per i Lebbrosi.

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Grazie a tutti!!